Una domanda, un paradosso ed un piccolo calcolo. Un adolescente, ragazza o ragazzo, che praticasse dieci ore di sport la settimana potrebbe avere problemi di peso? La risposta, paradossalmente, è  affermativa. Come migliaia di suoi coetanei, il nostro o la nostra  giovane rischierebbe comunque il sovrappeso; le ore di "sport" sono spesso in realtà mezzore, per le interruzioni, le spiegazioni, le pause; i ritmi di allenamento sono spesso  così blandi che i ragazzi  a volte neanche sudano durante gli esercizi; ma il problema principale è lo stile di vita assolutamente sedentario delle restanti 158 ore settimanali.
Se invece il nostro adolescente decidesse di andare a scuola a piedi, 6 volte la settimana, per 30 minuti di passeggio, che impatto avrebbe in termini di consumi energetici annui? Realisticamente avrebbe un consumo intorno alle 25.000 calorie l’anno, quasi 4 chili di massa grassa in più o in meno. In molti comuni italiani stanno partendo iniziative volte a favorire l'arrivo a scuola con una salutare e divertente camminata," scortata" da assistenti che fermano il traffico mentre i bambini o i ragazzi percorrono la strada.

L’ASL di Lecco - ad esempio -  è stata promotrice del progetto Piedibus, che consiste nell’organizzazione di percorsi pedonali sicuri da casa a scuola, con lo scopo di promuovere l’attività fisica nei bambini. L’opinione degli alunni coinvolti - oltre 500 - e  degli insegnanti/accompagnatori (circa 90) è risultata in generale molto favorevole: più del 90% degli alunni che hanno partecipato al progetto ha risposto di gradire l’iniziativa e di  preferire questo mezzo di "trasporto", ecologico, educativo  e socializzante. Speriamo che la "moda" si diffonda il più possibile.

L'ultimo mito da sfatare è che se si vuole mantenere il proprio peso costante, si debba necessariamente  fare sacrifici sul piano del gusto e della bontà dei cibi. Niente di più falso: mangiare bene  non è  mai in contrasto con la lotta agli stili di vita dannosi. Anzi mangiare bene è uno dei presupposti per evitare che l’alimentazione sia un problema quotidiano irrisolvibile.
In un quadro generale di sostanziale modifica degli stili di vita, che darà risultati significativamente apprezzabili solo ed esclusivamente se diventerà materia di politica sociale e sanitaria, cioè scelta politica di fondo, l’obiettivo sarà migliorare la qualità della nostra alimentazione, limitandone la quantità energetica.
Nessuna formula magica, nessuna pillola miracolosa all’orizzonte: o si fa in modo -  con opportune scelte di politica nazionale e locale – che il nostro modo di vivere sia più attivo o l’obesità alla lunga diverrà uno dei principali problemi di salute pubblica. Per le ragazze ed i ragazzi nessuna dieta, nessuna privazione ma solo modelli alimentari corretti, esempi concreti dalle famiglie  e tanto movimento in più, sotto forma di sport e, soprattutto, sotto forma di giochi.