Possiamo considerare le allergie delle risposte "eccessive" del sistema immunitario verso sostanze – dette allergeni - innocue per la maggior parte delle persone; nel passato le allergie erano definite  atopie , ossia reazioni “fuori luogo”; agli inizi del secolo – nel 1906 – i due medici viennesi Von Pirquet e Schick dimostrarono che la liberazione di grandi quantità di anticorpi (del tipo IgE, immunoglobuline E) era dannosa per l’organismo, e le diedero il nome di allergia, da due parole greche che significano “altro lavoro”. Le reazioni allergiche sono causate da sostanze molto diverse tra loro: polveri e pollini, spore e muffe, alcuni materiali, gli acari ed alcuni insetti, diversi cibi. Il 90% delle reazioni allergiche ai cibi è causato da 8 alimenti: latte, soia, uova, pesce, arachidi e noci, molluschi, grano e frutta (non solo le fragole, ma anche melone, kiwi e banane)  
La diffusione delle allergie è in continuo aumento: circa il 10 % della popolazione mondiale oggi presenta allergie o intolleranze; nei Paesi industrializzati la percentuale sale al 30-40 %; in Italia la stima è di circa 10 milioni di persone affette da allergie; molto meno diffuse le allergie agli alimenti o agli additivi alimentari (1-2% della popolazione) In genere l'allergia ha una base ereditaria; in realtà, quella che si trasmette è la predisposizione a diventare allergici; il resto dipende dalle caratteristiche dell'ambiente in cui si vive: giocano, infatti, un ruolo determinante la presenza o meno di fumo passivo, una cattiva qualità dell'aria e la presenza di alcuni allergeni. Le allergie si manifestano soprattutto nei primi 4-5 anni di vita, in particolare verso il latte e l'uovo; in età per-scolare e scolare si manifestano con meno frequenza e prevalgono le allergie agli acari della polvere, ai peli di gatto e ad altri allergeni presenti in luoghi chiusi; nell’adolescenza sono più frequenti le riniti allergiche stagionali e le allergie da polline. Un aspetto importante dell’allergia è la modalità di contatto (nella foto le 4 forme di contatto tra le sostanze allergeniche e l'organismo); una sostanza allergenica può essere ingerita (il classico esempio dei cibi o dei medicinali), inalata (i pollini), iniettata (la puntura di ape) o venire a contatto diretto con la pelle. I sintomi delle allergie possono essere localizzati (come l’asma) o diffusi (come l’orticaria). Le reazioni allergiche - diversamente dalle intolleranze, che consistono in un accumulo progressivo di sostanze infiammatorie - sono immediate: se si mangia un cibo che provoca allergia, i primi sintomi compaiono nel giro di pochi minuti, al massimo di qualche ora.  Per accertare un’allergia si utilizzano di routine alcuni esami, cutanei o ematici; il Prist test (Paper Radio Immuno Sorbent Test)serve per valutare il livello totale di IgE nel sangue, senza stabilirne la natura; l’esame non è specifico  come il Rast test(Radio Allergo Sorbent Test), con il quale si ricercano e si dosano le IgE specifiche nei confronti degli allergeni sospettati; il Prick-test  è, invece, il principale test cutaneo; consiste nel mettere in contatto con la pelle una minima quantità di allergene: se vi sono anticorpi IgE attivi contro un determinato allergene si manifesta una reazione di gonfiore localizzato con prurito (pomfo) in corrispondenza della sostanza. Curare le allergie al momento non è agevole, si possono trattare i sintomi con farmaci antistaminici (cetirizinadesloratadina e loratadina) o cortisone