Un aspetto interessante dell'attuale pandemia di sovrappeso e obesità riguarda la possibile relazione tra aumento di peso e predisposizione alle infiammazioni.  Studi statunitensi hanno rilevato negli obesi un'elevata concentrazione della proteina C-reattiva, un indicatore aspecifico di stati infiammatori. Il primo meccanismo ipotizzato è il seguente; il tessuto adiposo libera l'interleuchina-6 che stimola il fegato a produrre la proteina C-reattiva; l'altro meccanismo prevede un difetto a livello del circuito leptina-ipotalamo-alfamsh, con risultato finale una riduzione dell'alfa-msh che, oltre a essere un buon riduttore della fame, è anche un efficace antiinfiammatorio. In realtà, è il momento di rivedere radicalmente la vecchia concezione del tessuto adiposo come magazzino di energia; il tessuto adiposo bianco produce ormoni (come la leptina) ed altre sostanze genericamente indicate con il termine di adipochine. Nelle persone obese la secrezione di queste molecole è alterata. Le grandi dimensioni cellule adipose degli obesi favoriscono l'infiltrazione dei macrofagi che “digeriscono” gli enormi vacuoli lipidici con conseguente liberazione di sostanze pro-infiammatorie, come le interleuchine 1 e 6 (IL-1, Il-6) e il fattore di necrosi tumorale (Tnf-a),
Un altro punto che merita di essere considerato è il rapporto tra stress e aumento del peso. Una condizione prolungata di stress provoca a livello delle ghiandole surrenali la produzione dell'ormone cortisolo. Il cortisolo viene sintetizzato su stimolazione dell'ormone adrenocorticotropo (Acth), prodotto dall'ipofisi. L’azione principale del cortisolo è l’aumento della glicemia, che viene ottenuta stimolando il fegato a produrre glucosio (gluco-neogenesi epatica), con gli amminoacidi che derivano dall’intensificazione dello smantellamento delle proteine (catabolismo proteico), soprattutto dei muscoli scheletrici; il cortisolo svolge, in questo senso, un’azione opposta a quella dell’insulina. Il cortisolo da un lato porta all'aumento di peso, dall'altro stimola la produzione di dopamina; la dopamina è il mediatore chimico del cosiddetto "sistema della ricompensa", un meccanismo che attiva e rinforza la reazione di stress, associandola a sensazioni biochimiche piacevoli. Le persone stressate, pertanto, cercano cibi ricchi di zuccheri e grassi, quasi come i tossicodipendenti cercano le sostanze d’abuso.