Qual è l’impatto ecologico del nostro modo di mangiare? Molti pensano che la scelta delle cose da mangiare sia un fattore di poca importanza e che l’attenzione all’ambiente si manifesti in altri ambiti. Invece, l'allevamento di animali per l'alimentazione umana sta avendo un devastante impatto sull'ambiente. La nostra richiesta di carne animale mette in moto tutta la gamma dei danni ambientale di cui si parla: la deforestazione e l'erosione, l'inquinamento dell'aria e dell'acqua e i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e la scarsità d'acqua, l'ingiustizia sociale e la diffusione di alcune malattie.                  

Quasi la metà delle terre fertili del pianeta viene oggi usata per coltivare cereali, semi oleosi e foraggi destinati agli animali. Molte popolazioni che tradizionalmente consumavano pochi alimenti animali – quella cinese ad esempio– ne consumano sempre di più. Negli ultimi 50 anni il consumo pro capite di carne è più che raddoppiato; essendo nel frattempo aumentata la popolazione del pianeta, il consumo totale di carne è aumentato di 5 volte
Il problema di tutto questo terreno agricolo destinato agli animali d'allevamento risiede nel fatto che maiali, galline e mucche consumano molte più calorie, ricavate dai vegetali, di quante ne producano sotto forma di carne, latte e uova; gli animali d’allevamento sono piuttosto  inefficienti come dispostivi per convertire le proteine vegetali in proteine animali; per produrre un chilogrammo di carne di vitello servono 13 kg di vegetali, se si considera il 30-40% di scarti dell’animale, la cifra sale a 18 kg.  Si comprende perché gli animali d'allevamento sono stati definiti "fabbriche di proteine alla rovescia".

Un altro modo di vedere la questione è fare il raffronto tra le calorie di combustibile fossile che si spendono per ottenere 1 caloria di cibo. Per produrre 1 caloria di proteine dal grano ne servono 2,2, che salgono a 14 per il latte e per la carne di maiale, a 39 per le uova, a 40 per la carne bovina (Pimentel, 2003).  Discorso analogo per il consumo di acqua; per ottenere 1 kg di frumento o mais o riso si utilizzano dai 900 ai 1900 litri di acqua; per 1 kg di manzo 20.000 litri o addirittura 100.000 litri, con gli attuali metodi intensivi (Pimentel, 1997).

Il nostro modello alimentare comporta uno spreco enorme di terreni fertili, energia, acqua e sostanze chimiche.  Un modo efficace di proteggere l'ambiente è quello di cambiare il nostro modo di mangiare, diminuendo drasticamente il consumo di carne e altri alimenti di origine animale. Ne guadagna il pianeta e ne guadagna la nostra salute, vista l’ormai accertata relazione tra elevati consumi di carne e tumori che ha spinto l’Oms nel suo recente decalogo antitumore a consigliare non più di due porzioni di carne a settimana.