Il diabete mellito rappresenta attualmente uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. La sua diffusione è in costante aumento, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo e nelle nazioni di recente industrializzazione. La relazione tra l’epidemia di diabete e lo stile di vita occidentale è ormai fuori discussione. Il diabete colpisce, infatti, 4 tipologie specifiche di popolazioni: a) Paesi di recente arricchimento (le nazioni arabe produttrici di petrolio e stati come Mauritius); b) gruppi di emigranti trasferitisi in Occidente, come le comunità di Cinesi e Indiani degli Usa e della Gran Bretagna, gli ebrei yemeniti ed etiopici di Israele; c) ex contadini migrati in molte città della Cina, dell’Africa e della Papua Nuova Guinea; d) popolazioni come gli indiani nordamericani Pima e gli  aborigeni australiani che si sono convertite al nostro stile di vita; in tutti questi casi il tasso di diabete nella popolazioni è oltre il 15%; il record percentuale di casi di diabete spetta alla Micronesia (36%); seguono le Isole Marshall, Kiribati e Tuvalu con tassi intorno al 25- 27%, Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Bahrein sono al 23-24%, il Libano al 17%, Brasile, Messico, Iran al 15-20%, gli Stati Uniti intorno al 10%; in numeri assoluti il maggior numero di diabetici si trova, ovviamente, nei Paesi più popolati: India, Cina, Usa, Indonesia, Giappone , Pakistan, Russia e Brasile
Secondo le stime dalla International Diabetes Federation, nel 2010 c’erano 285 milioni di persone con diabete di tipo 2 nel mondo; 20 anni prima, nel 1990 erano circa 80 milioni (ma la diagnosi fino al 1998 era fatta con criteri meno restrittivi). Sembra che il diabete sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia mondiale: nel 2030 potremmo avere 550 milioni di diabetici nel mondo, con l'80% dei nuovi casi nei Paesi emergenti. Oggi la spesa sanitaria per il diabete èl'11% del totale mondiale, una percentuale destinata ad aumentare. E in Italia? I dati parlano di circa 3 milioni di persone con il diabete di tipo 2 diagnosticato è seguito: quasi il 5% della popolazione; un altro milione di persone, inoltre, ha il diabete di tipo 2 ma non lo sa e, pertanto, non si cura; circa due milioni e mezzo di persone, infine, hanno difficoltà a mantenere la glicemia nei valori raccomandati (126 mg/dl); nel 2030 si prevedono in Italia 5 milioni di diabetici. Attualmente per le malattie collegate al diabete ci sono circa 27.000 morti l’anno; per il nostro Servizio sanitario nazionale curare il diabete costa circa 10 miliardi di euro l'anno: tra farmaci, ricoveri ospedalieri e il trattamento delle gravi complicazioni, come la retinopatia, l’insufficienza renale, i disturbi cardiovascolari e i danni al sistema nervoso. (segue)