Lo sport è sicuramente uno dei fenomeni di massa più importanti dei nostri tempi; poche altre attività sanno avvicinare le persone, indipendentemente dalla loro età, dalla loro origine sociale e dalla loro identità culturale. Secondo la Carta Europea dello Sport del 1992, le attività sportive dovrebbero aiutare le persone a raggiungere il loro benessere fisico, mentale e sociale, secondo la famosa definizione di “salute” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia la crisi economica – iniziata con la crisi finanziaria del 2008 – sta, però, spingendo molte persone a ridurre l’attività fisica (e, in parallelo, a ridurre il budget mensile per la spesa alimentare). L’aggiornamento dei dati Istat 2012 ci pone all’ultimo posto in Europa per numero di praticanti; aumentano, inoltre, le persone che non fanno alcuna attività fisica (ormai stabilmente oltre il 40%, erano il 35% 15 anni fa); fanno meno sport anche i bambini tra i 6 e i 10 anni, quelli che ne avrebbero più bisogno, per impostare precocemente uno stile di vita salutare e per contrastare la sempre più diffusa obesità infantile; l’unico dato positivo italiano riguarda la fascia 60-64 anni, che non pare toccata dalla crisi. 
Fare attività fisica e fare sport fa bene a tutti, ma ognuno deve trovare l’attività motoria più congeniale, soprattutto in base allo stato di forma fisica e all’età che ha. La pallavolo, tra gli sport più diffusi, ha il vantaggio di presentare pochissime controindicazioni, può essere praticata da tutti, anche da persone in età avanzata – come il sottoscritto – ed anche con squadre miste, giovani e meno giovani, maschi e femmine. Ci si diverte sempre, purché ci si alleni seriamente e si abbiano delle buone abitudini alimentari. Volendo prospettare uno schema alimentare per persone “normali” che facciano attività sportiva “normale” (due allenamenti settimanali più un terzo allenamento o un’eventuale partita di campionato), non sono previsti né cibi particolari né particolari aumenti di energia; serve semplicemente un’alimentazione equilibrata ed eventualmente una distribuzione dei pasti che tenga conto degli orari di svolgimento degli allenamenti e delle partite. Nel caso, ad esempio, degli allenamenti serali - obbligati nello sport amatoriale - sarebbe consigliabile uno schema come questo: prima colazione con biscotti, fette biscottate o cereali, marmellata o frutta fresca; merenda mattutina con frutta fresca o yogurt, altrimenti pizza rossa poco condita;  nel pranzo consiglio di iniziare sempre con una porzione di verdura di stagione, seguita da alimenti ricchi di carboidrati, come un piatto  di pasta o riso con sugo leggero di pomodoro e/o verdure; in alternativa, una porzione ridotta di pasta ed una ridotta di carne o pesce, con una fetta di pane; come dessert una porzione di frutta; nella merenda prima dell’allenamento: l’importante è utilizzare cibi facilmente digeribili; l’ideale sarebbe della frutta fresca, oppure dello yogurt; in alternativa, the al limone con miele e fette biscottate; per cena conviene dare spazio ad alimenti più proteici: una porzione a scelta tra carne, pesce, legumi secchi, uova, formaggi o affettati, accompagnata da una zuppa o minestra o passato di verdure per riequilibrare il livello di liquidi e di sali minerali; un  paio di fette di pane ed una porzione di frutta.

Nei giorni in cui si svolgono le partite, bisogna fare attenzione all’alimentazione soprattutto, quando l’impegno è di mattina (nel caso in cui si giochi di sera valgono le raccomandazioni fatte per i giorni di allenamento). In questo caso le scorte muscolari di “energia” vanno immagazzinate dalla sera precedente, dato che in genere utilizziamo le riserve energetiche “caricate” tra le 8 e le 10 ore precedenti l’impegno fisico. Converrebbe, pertanto, in questo caso, invertire il pranzo con la cena, in modo da avere l’ultimo pasto utile – la cena della sera precedente - a base di carboidrati energetici e quello successivo alla gara più proteico di reintegro. In generale, ricordiamoci questi 5 punti fondamentali: 1) fare sempre una prima colazione abbondante e nutriente; al di là della sua utilità nella pratica sportiva,  questo accorgimento permette di avere energia per tutte le attività della mattina;  2) nelle tre ore precedenti l’allenamento  o la partita evitare cibi o cotture con tempi di digestione lunghi, come carne, grassi o fritti; 3) i carboidrati sono la miglior fonte d’energia per chi fa sport, poiché da un lato sono in grado di fornire energia immediata, dall’altro non affaticano i muscoli; 4) l’idratazione, acqua fresca non gasata a piccoli sorsi, deve essere ottimale; non presentarsi mai all’allenamento senza la bottiglia dell’acqua; 5) lo sport e l'attività fisica favoriscono l'afflusso di sangue al cervello, migliorando le prestazioni intellettive ed il tono dell’umore. Che vogliamo di più?