Slow Food, in Inglese “mangiare con calma”, è un’associazione fondata dal gastronomo piemontese Carlo Petrini, inizialmente come alternativa alla cultura del fast-food e della vita frenetica.

Oltre 20 anni fa – nel dicembre 1989 - a Parigi era nato ufficialmente il movimento internazionale per la “difesa e il diritto al piacere” con delegati provenienti da ogni angolo del mondo. Nel manifesto programmatico si ripercorreva il percorso della civiltà industriale che aveva inventato la macchina e aveva fatto di essa e della velocità un modello di vita che infetta, come un virus, tutti i momenti della giornata, pasti compresi “Contro l'appiattimento del fast-food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la "fast life" in nome della produttività ha modificato la nostra vita e minaccia l'ambiente e il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d'avanguardia. È qui, nello sviluppo del gusto e non nel suo immiserimento, la vera cultura, di qui può iniziare il progresso, con lo scambio internazionale di storie, conoscenze, progetti.”

Dalla cittadina di Bra, in provincia di Cuneo, Slow Food è arrivata in tutto il mondo studiando, difendendo e divulgando le tradizioni agricole ed eno-gastronomiche delle culture contadine. Slow Food oggi è per la difesa della biodiversità e dei diritti dei popoli alla sovranità alimentare e si batte contro l'omologazione dei sapori, l'agricoltura industrializzata, le manipolazioni genetiche. Nel 2004, in collaborazione con le regioni Piemonte e Emilia-Romagna, Carlo Petrini e Massimo Montanari, storico dell’alimentazione, hanno fondato l'Università di Scienze Gastronomiche a Bra e Colorno – in provincia di Parma - per promuovere l'educazione gastronomica a e la cultura del cibo. Il progetto più importante portato avanti da Slow Food è, però, “Terra Madre”, l’incontro mondiale delle comunità del cibo, giunto nell'ottobre 2008 alla sua quarta edizione: contadini, pescatori, allevatori di tutto il mondo si riuniscono ogni anno a Torino per discutere di sovranità alimentare, difesa della biodiversità, diritto a un cibo più buono, pulito, giusto. I “presidi Slow Food” nascono, invece, nel 1999 come naturale evoluzione dell'Arca del Gusto per il recupero e la salvaguardia di piccole produzioni di eccellenza gastronomica minacciate dall'agricoltura industriale, dal degrado ambientale, dall'omologazione. In Italia sono oltre 100 e coinvolgono diverse centinaia di piccoli produttori: contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai, pasticceri. "Sono esempi concreti e virtuosi di un nuovo modello di agricoltura, basata sulla qualità, sul recupero dei saperi e delle tecniche produttive tradizionali, sul rispetto delle stagioni, sul benessere animale. Salvano prodotti buoni, ovvero di alta qualità e radicati nella cultura del territorio; prodotti puliti, ovvero ottenuti che tecniche sostenibili e nel rispetto del territorio; prodotti giusti, ovvero realizzati in condizioni di lavoro rispettose delle persone, dei loro diritti, della loro cultura, e che garantiscono una remunerazione dignitosa. Rafforzano le economie locali e favoriscono la costituzione di un’alleanza forte tra chi produce e chi consuma." La certificazione dei prodotti è assegnata da un comitato scientifico di Slow Food, con criteri di definizione simili a quelli di certificazioni come Indicazione Geografica Protetta Denominazione di Origine Protetta (Igp, Dop). Il sito dell’associazione è all’indirizzo www.slowfood.it; Slow Food ha anche una rivista e una casa editrice.