Terra Madre riunisce ogni anno a Torino “rappresentanti di comunità del cibo, provenienti da tutto il mondo, impegnati a promuovere una produzione alimentare locale, sostenibile, in equilibrio con il pianeta e rispettosa dei saperi tramandati di generazione in generazione”.  

La quarta edizione di Terra Madre si è svolta dal 21 al 25 ottobre 2010 ed ha avuto oltre 5.000 partecipanti. Carlo Petrini – ispiratore della manifestazione - ha voluto che Terra Madre 2010 si aprisse con le testimonianze delle popolazioni native, le uniche ormai in sintonia con la natura. Petrini ha ricordato che l’abbandono dei saperi tradizionali “ci rende più poveri, più deboli, ci impedisce di dialogare con la scienza ufficiale”.  La sfida dei prossimi anni sarà, infatti, mettere insieme la scienza e le più moderne tecnologie con le culture tradizionali di cui abbiamo entrambe bisogno. Petrini ha indicato gli attuali depositari dei saperi tradizionali: gli indigeni, i contadini, le donne, gli anziani.” Gli indigeni, le donne, i contadini e gli anziani ci indicheranno la strada giusta. Perché le persone più umili sono le più importanti della Terra, sono coloro che ancora conferiscono un senso alla vita comune”.
Agli oltre tremila giovani presenti alla manifestazione Carlo Petrini ha rivolto l’invito ad incontrare e conoscere gli anziani, le donne, i contadini e i pescatori, per essere protagonisti di una trasformazione radicale del nostro modo di vivere e di produrre; una trasformazione profonda che sappia difendere la vita, l’eredità delle culture.  
Petrini ha concluso il suo intervento valorizzando le migliaia e migliaia di buone pratiche che passano sotto silenzio, “il vivaio del futuro”. La grande trasformazione dei prossimi anni dovrà far crescere i servizi, le energie verdi, i trasporti pubblici, l’economia solidale, l’agricoltura biologica. E nello stesso tempo far decrescere l’intossicazione consumistica, i cibi industriali, la produzione di oggetti inutili, il traffico automobilistico” (12-2010)