I dati presentati a Bruxelles l'8 dicembre nell'ambito della Carta europea sull’azione di contrasto all’obesità confermano le tendenze degli ultimi anni in fatto di malattie e mortalità. In sintesi, sovrappeso e obesità sono in crescita nella maggior parte dei Paesi europei.

Quasi il 90%  della mortalità è attribuibile a malattie cardiovascolari, tumori, malattie respiratorie croniche e diabete di tipo 2; la pandemia di diabete in Europa riguarda ormai 52 milioni di persone (l’8% della popolazione tra i 20 e i 79 anni d’età).
Come ha ribadito recentemente Michael Pollan, tutto questo sembra il risultato del nostro stile di vita "occidentale", dato che tutte le popolazioni che hanno lasciato l’alimentazione tradizionale per adottare abitudini occidentali hanno oggi le quattro malattie dell'Occidente: obesità, diabete, disturbi cardiovascolari e tumori. Seguendo il demenziale modello  alimentare statunitense, oggi nei supermercati europei ed italiani si trovano migliaia di sostanze commestibili, che "imitano" i cibi , ma in realtà ci allontanano da quell'alimentazione tradizionale che ci ha sempre protetto dalle malattie, senza bisogno di specialisti, prodotti "salutari", piramidi alimentari o quant'altro.
Pollan sottolinea che la maggior parte delle raccomandazioni nutrizioniste degli ultimi 50 anni – sostituire i grassi con i carboidrati, ad esempio – ha peggiorato la salute  della parte occidentale del pianeta e  ha creato una pandemia di obesità e diabete. Abbiamo tutti davanti agli occhi il paradosso degli Stati Uniti: la nazione con la massima preoccupazione per il cibo ha anche la massima frequenza di problemi di salute legati all’alimentazione (malattie coronariche, diabete, patologie cerebro-vascolari e tumori). La domanda è: come siamo arrivati a questa situazione?
L’ideologia nutrizionista legata all'industria alimentare e farmaceutica ha fatto credere a milioni di persone tre cose dalle conseguenze assai pericolose: a) ciò che importa non sarebbero i cibi, ma i nutrienti; b) pertanto, per decidere cosa mangiare servirebbero gli esperti, gli unici che conoscono bene i nutrienti; c) infine, dovremmo tutti mangiare per migliorare il nostro stato di salute. I risultati di questo modo di vedere le cose sono sotto gli occhi di tutti; in realtà, ciò che importa non sono i nutrienti, ma i cibi, la loro storia e il modo in cui sono preparati e trasformati; la maggior parte degli "esperti" sinora ha detto un mucchio di cavolate, salvo poi correggersi e dire il contrario, senza ammettere la propria ignoranza in merito; terza e ultima cosa, da sempre si mangia per piacere, per stare insieme agli altri, per esprimere la nostra identità. Gli unici consigli "seri" in campo alimentare - conclude Pollan - sono tre: mangiare cibo "vero" (che in genere non si trova nei supermercati); mangiare con moderazionemangiare soprattutto vegetali. Questo ha funzionato, per migliaia di anni; le pseudo raccomandazioni scientifiche ed i cibi "finti" ci fanno ingrassare ed ammalare. (1-2011)